Comprendere l’eruzione del vulcano Nyiragongo a Goma: cause, impatti e testimonianze

Il 22 maggio 2021, all’inizio della serata, il vulcano Nyiragongo è entrato in eruzione senza che alcun avviso fosse stato emesso alla popolazione di Goma, capitale del Nord-Kivu nella Repubblica Democratica del Congo. La colata di lava si è diretta verso nord-est della città prima di fermarsi a poche centinaia di metri dall’aeroporto e dal centro città. L’evento ha riacceso il ricordo dell’eruzione di gennaio 2002, le cui colate avevano inghiottito una parte di Goma.

Capacità di monitoraggio del Nyiragongo: una rete indebolita dal conflitto

Gli articoli pubblicati dopo l’eruzione del 2021 hanno ampiamente documentato l’interruzione di internet dell’Osservatorio vulcanologico di Goma (OVG) e l’assenza di avviso la sera del 22 maggio. Ciò che è stato meno trattato è il degrado continuo della rete di monitoraggio negli anni successivi.

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L’OVG oggi dispone solo di cinque stazioni operative attorno al Nyiragongo, rispetto alle dodici di prima. Diverse stazioni sono state smontate o rese inaccessibili a causa dell’occupazione di alcune zone da parte dei ribelli del M23. Questa riduzione influisce direttamente sulla capacità di rilevamento dei terremoti vulcano-tettonici e dei movimenti del magma sotto il cratere.

L’ultimo bollettino dell’OVG prima dell’eruzione di maggio 2021, datato 11 maggio, menzionava che i due vulcani della regione (Nyiragongo e Nyamulagira) erano “molto attivi” e segnalava “alcuni terremoti ibridi sporadici”. Il documento specificava che questa attività “non influenzava ancora” le zone abitate. I fatti avvenuti undici giorni dopo hanno mostrato i limiti di questa valutazione, effettuata con mezzi già insufficienti.

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Comprendere cosa sia realmente accaduto durante l’eruzione del vulcano Nyiragongo a Goma implica misurare a che punto il sistema di allerta funzionasse in modalità degradata ben prima della catastrofe.

Vulcanologo congolese che esamina rocce vulcaniche sul fianco del monte Nyiragongo durante una missione scientifica sul campo

Bilancio umano e materiale dell’eruzione di maggio 2021 a Goma

Secondo il bilancio provvisorio del governo congolese, 17 villaggi sono stati colpiti e 15 persone sono morte, di cui 5 uccise in incidenti provocati dalla fuga della popolazione verso il confine con il Rwanda o verso le città di Bukavu e Sake. Oltre 3.500 case, 7 scuole e 4 centri di salute sono stati distrutti dalle colate di lava.

La distruzione del principale serbatoio d’acqua di Goma ha privato quasi 200.000 persone dell’accesso all’acqua potabile. Circa 234.000 persone sono state sfollate nei giorni successivi all’eruzione, principalmente verso Sake, Minova e Rutshuru.

L’UNICEF e i suoi partner sono stati tra i primi a intervenire, distribuendo secchi, bidoni, articoli per l’igiene e acqua potabile alle popolazioni sfollate a Sake attraverso un meccanismo di risposta rapida. La crisi ha messo in luce la fragilità delle infrastrutture della città di fronte a un evento che gli abitanti temevano da anni.

Cosa hanno aggravato i malfunzionamenti della comunicazione

L’assenza di avviso da parte dell’OVG non è stata l’unico problema. La comunicazione delle autorità congolesi è stata descritta come caotica. Le istruzioni di evacuazione sono arrivate in ritardo, e la radio-televisione nazionale (RTNC) non ha diffuso l’informazione nelle prime ore.

Questa disorganizzazione ha amplificato il panico. Migliaia di persone sono fuggite nell’oscurità, senza sapere in quale direzione si stava muovendo la lava. Il piano di emergenza esistente si è rivelato superato dall’entità della situazione, e nessun audit delle procedure di allerta era stato condotto dopo l’eruzione del 2002.

  • L’OVG era privo di internet da sette mesi al momento dell’eruzione, limitando la sua capacità di trasmettere dati in tempo reale
  • Le istruzioni di evacuazione ufficiali hanno raggiunto la popolazione solo dopo l’inizio della fuga spontanea verso il Rwanda e Bukavu
  • Il piano di prevenzione dei rischi naturali, ritenuto necessario da diversi analisti, non esisteva in forma operativa al momento della crisi

Abitanti di Goma in fuga dalla zona vulcanica dopo l'eruzione del Nyiragongo, che camminano su una strada coperta di ceneri vulcaniche

Stato attuale del Nyiragongo: cosa dicono i dati disponibili

Da quando è avvenuta l’eruzione del 2021, il Nyiragongo presenta un’attività caratterizzata da un dégazage continuo di vapore acqueo e diossido di zolfo di intensità bassa a moderata, senza un pennacchio di ceneri notevole né straripamento di lava. Questo profilo corrisponde a una fase post-eruttiva classica, ma i dati disponibili non consentono di concludere sulla possibile ricostituzione di un lago di lava nel cratere.

Nessun lago di lava continuo è stato confermato dall’implosione avvenuta dopo l’eruzione, nonostante le immagini spettacolari regolarmente diffuse sui social media. I resoconti sul campo divergono su questo punto, e la riduzione della rete di stazioni complica qualsiasi valutazione affidabile del livello di minaccia attuale.

Superposizione dei rischi vulcanici e del conflitto armato nel Nord-Kivu

La situazione nel Nord-Kivu aggiunge una dimensione che poche aree vulcaniche attive conoscono altrove nel mondo. Il conflitto armato nell’est della RDC non rende solo più difficile il monitoraggio: impedisce anche l’istituzione di corridoi di evacuazione funzionali e complica il trasporto di materiale scientifico verso le stazioni di misura.

Goma, città di oltre un milione di abitanti situata sulle rive del lago Kivu e ai piedi del Nyiragongo, accumula quindi un rischio vulcanico permanente e un’instabilità securitaria cronica. La questione della preparazione della popolazione a una futura eruzione rimane aperta, soprattutto perché la crescita urbana rapida spinge l’abitato verso aree esposte alle colate.

Il Nyiragongo rimane classificato tra i vulcani più pericolosi del continente africano, non solo a causa della sua attività geologica, ma perché le condizioni umane, istituzionali e di sicurezza attorno a lui rendono ogni eruzione potenzialmente più distruttiva della precedente. Il prossimo avviso, se riuscirà a essere emesso, troverà una città più popolosa e una rete di monitoraggio più ridotta rispetto a maggio 2021.

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