
La società di economia mista locale si basa su un equilibrio capitalistico preciso: le collettività territoriali e i loro raggruppamenti detengono tra la maggioranza assoluta e un limite fissato dal codice generale delle collettività territoriali, mentre azionisti privati completano il tavolo. Questa ripartizione non è un dettaglio statutario. Essa condiziona la governance, la capacità di investimento e il grado di controllo pubblico su missioni che vanno dalla pianificazione urbana alla gestione dei servizi pubblici locali.
Profilo di rischio finanziario delle SEM: quando l’attività non autorizzata compensano il deficit
Le schede istituzionali presentano la SEM come un veicolo sicuro, sostenuto dalla potenza pubblica. La realtà bilancistica è più sfumata. Dal 2022, l’attività autorizzata di alloggi sociali portata da alcune SEM è in deficit. È l’attività non autorizzata, più commerciale, a compensare e sostenere il risultato globale.
Questo meccanismo di compensazione interna modifica il profilo di rischio della struttura. Una SEM il cui risultato dipende da operazioni commerciali per equilibrare le sue missioni di servizio pubblico non ha più lo stesso rapporto con il mercato di un operatore pubblico classico. Per gli azionisti privati, ciò significa un’esposizione a un rischio operativo maggiore. Per la collettività azionista maggioritaria, ciò impone una vigilanza rafforzata sulla redditività delle operazioni libere.
Osserviamo che questa dualità non è sempre documentata nei rapporti annuali trasmessi ai consigli di amministrazione. Il monitoraggio analitico per segmento di attività rimane un punto debole ricorrente, mentre dovrebbe costituire uno strumento di pilotaggio prioritario.
Per approfondire il funzionamento della società di economia mista, è quindi necessario superare la lettura puramente giuridica e integrare questa dimensione di gestione finanziaria incrociata tra attività autorizzate e non autorizzate.

Governance della SEM locale: i punti ciechi del controllo pubblico
La SEML assume la forma giuridica di una società per azioni. La sua organizzazione deve essere conforme al diritto comune delle società come definito nel codice di commercio, con un minimo di sette soci. Il consiglio di amministrazione o il consiglio di sorveglianza costituisce l’organo centrale di pilotaggio.
La collettività territoriale, azionista maggioritario, dispone in teoria di un leva di controllo decisivo. In pratica, l’assenza frequente di dispositivi di valutazione periodica dei risultati indebolisce questo controllo.
Il rapporto 2026 della Camera territoriale dei conti della Nuova Caledonia sulla Sodil illustra questo problema: la società deve la sua sopravvivenza solo al sostegno finanziario della provincia delle Isole, senza che sia stata attuata alcuna valutazione sistematica dei risultati finanziari e socio-economici rispetto ai fondi pubblici investiti.
Raccomandazioni della Camera territoriale dei conti
La Camera raccomanda diverse correzioni strutturali:
- Un riesame del modello economico per verificare la sostenibilità a medio termine senza sovvenzioni ricorrenti
- Una revisione degli statuti per circoscrivere l’oggetto sociale alle competenze effettive della collettività
- Un inquadramento più rigoroso dei finanziamenti provinciali con indicatori di performance
- La creazione di una guida per la prevenzione dei conflitti di interesse, prevista entro il 2027
Queste raccomandazioni non riguardano un caso isolato. Esse evidenziano un difetto strutturale di molte SEM: la confusione tra sostegno pubblico legittimo e perfusione finanziaria senza contropartita misurabile.
Capitale sociale e azionariato privato: calibrare il tavolo
Il calibro del capitale sociale di una SEM non è un esercizio contabile banale. Esso determina la capacità di indebitamento, la credibilità presso i partner bancari e il margine di manovra operativa del dirigente.
Le collettività territoriali e i loro raggruppamenti devono detenere più della metà del capitale e dei voti negli organi deliberanti. Questa regola garantisce la predominanza dell’interesse generale. Gli azionisti privati (banche, imprese del settore edile, operatori di servizi) apportano in cambio un’esperienza settoriale e una disciplina di mercato.
Il rischio principale risiede in un capitale sottodimensionato. Un business plan ottimista al momento della costituzione può portare a richieste di fondi successivi che gli azionisti privati rifiutano di seguire, lasciando la collettività sola di fronte alla ricapitalizzazione. Gli studi di fattibilità preliminari (analisi strategica, piani di tesoreria, piani di finanziamento) non sono formalità amministrative: essi condizionano la sopravvivenza della struttura.
Contributi finanziari oltre il capitale
Il CGCT regola i contributi finanziari delle collettività alle loro SEM. Oltre alla sottoscrizione del capitale, la collettività può concedere anticipi su conto corrente, garanzie di prestito o sovvenzioni di equilibrio. Ognuno di questi meccanismi comporta un rischio di bilancio distinto per la collettività.
Raccomandiamo di formalizzare una dottrina di intervento finanziario prima della creazione della SEM, non dopo. Una collettività che entra nel capitale senza aver definito i suoi limiti di impegno complementare si espone a un effetto di trascinamento difficile da controllare.

SEM, SPL, SEMOP: scegliere la giusta struttura di economia mista
La SEM locale non è più l’unico veicolo di economia mista a disposizione delle collettività. La società pubblica locale (SPL) e la società di economia mista a operazione unica (SEMOP) offrono alternative con caratteristiche giuridiche distinte.
La SPL è detenuta al 100% da collettività e sfugge agli obblighi di messa in concorrenza per i contratti in house. La SEMOP, creata per un’operazione determinata, associa una collettività a un operatore economico selezionato dopo messa in concorrenza, con una durata limitata a quella dell’operazione.
- La SEM è adatta per missioni polivalenti a lungo termine (pianificazione, immobiliare, gestione di servizi multipli) dove l’apporto di capitali privati è strutturante
- La SPL è adatta quando la collettività desidera un controllo totale senza azionariato privato, in particolare per prestazioni integrate
- La SEMOP risponde a un bisogno puntuale e identificato, con un partner privato scelto su bando e una governance semplificata
La scelta tra queste tre forme non dipende da una preferenza politica ma da un’analisi giuridica ed economica: natura della missione, durata prevista, bisogno di capitali privati, sottomissione al diritto della concorrenza.
Il regime giuridico delle SEML, codificato negli articoli L.1521-1 a L.1525-3 del CGCT e derivante dalla legge del 7 luglio 1983, ha conosciuto diverse adattamenti, in particolare con la legge del 2 gennaio 2002 volta a modernizzare il loro statuto. Ogni evoluzione legislativa ha rafforzato le esigenze di trasparenza e controllo, rendendo la conformità normativa più esigente per i dirigenti delle SEM.
La sostenibilità di una SEM si basa meno sul suo statuto giuridico che sulla rigorosità della sua governance finanziaria e sulla chiarezza del suo oggetto sociale. Le strutture che sopravvivono sono quelle che valutano regolarmente la pertinenza del loro modello economico rispetto ai fondi pubblici mobilitati.